lo statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “IL SOGNO DI LAN ONLUS”

Allegato al verbale dell’Assemblea Straordinaria Soci 8 Novembre 2016

Costituzione – Denominazione – Sede

Art. 1. Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e successive modifiche, nonché nel rispetto degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile, è costituita con sede in Saronno (VA) via Roma 88 l’associazione denominata “Il sogno di Lan Onlus”.

Art. 2. L’associazione “Il sogno di Lan Onlus”, più avanti chiamata per brevità semplicemente associazione, non ha
scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale a favore degli indigenti nei paesi in via di
sviluppo. L’Associazione potrà far uso nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta
al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “onlus”.

Finalità – Attività

Art. 3. In base alla normativa vigente in tema di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, l’associazione opera nel settore della beneficenza ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. a) n. 3 del D.Lgs. 460/97, effettuando quale attività
istituzionale prestazioni di carattere erogativo in denaro o in natura a favore degli indigenti oppure dirette a enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al comma 1 lett. a) del D.Lgs. 460/97 per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale, ai sensi del comma 2-bis del citato art. 10 del D.Lgs. 460/97: le somme saranno
prevalentemente donate per dare sostegno agli enti di cui sopra che si occupano di bambini e saranno esclusivamente quelle derivanti dalla gestione patrimoniale dell’Associazione nonché da donazioni appositamente raccolte.

Art. 4. Nei limiti e nel rispetto della normativa vigente, L’associazione realizza i propri scopi attraverso le seguenti
attività, che vengono elencate:

  1.  sostenere chiunque si trovi in situazioni di povertà o di emarginazione per contribuire fattivamente
    all’emancipazione dalla povertà, dall’ignoranza e dall’emarginazione;
  2. elaborare progetti e promuovere attività aventi lo scopo di eliminare ogni forma di povertà e di
    sottosviluppo;
  3. stabilire rapporti di costante collaborazione con le autorità e con qualunque organismo pubblico o privato
    ritenga opportuno, per esaminare e realizzare iniziative relative e miranti allo sviluppo dei popoli e degli
    individui;
  4. promuovere, sostenere attività di altri enti o gruppi aventi scopi analoghi o comunque connessi a quelli
    dell’associazione, sia in Italia che all’estero;
  5. collaborare con enti pubblici e privati italiani ed esteri e con strutture statali, con la possibilità di ricevere
    contributi di qualsiasi natura;
  6. promuovere occasionalmente manifestazioni culturali, rassegne, incontri, manifestazioni e attività sportive e
    di spettacolo finalizzate alla raccolta fondi da utilizzare per lo svolgimento delle attività istituzionali;
  7. promuovere e realizzare la raccolta di attrezzature, di beni e di ogni materiale utile al sostegno delle iniziative
    dell’Associazione;
  8. curare pubblicazioni per illustrare, informare e formare tutti coloro che, oltre i soci, desiderano approfondire
    il rapporto con l’Associazione e le sue attività;
  9. ogni altra attività utile al raggiungimento degli scopi sociali e consentita dalla normativa giuridica e fiscale in
    tema di Onlus.

Tutte le attività non conformi agli scopi sociali sono espressamente vietate.
L’associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle indicate nel precedente articolo ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse e di quelle accessorie per natura a quelle statutarie in quanto integrative delle stesse.
Tra le attività accessorie l’associazione potrà inoltre ideare, progettare, realizzare e promuovere eventi pubblici
occasionali in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, finalizzati alla raccolta di
risorse economiche da destinare al finanziamento dei suddetti progetti aventi finalità sociali: il tutto nei limiti e con le
modalità previste dall’art. 2 del D.Lgs. 460/97, come trasfuso nell’art. 143 comma 3 del TUIR, e dalla Circolare 59/E del 2007, punti 6) e 7).
Per il raggiungimento dei propri scopi, sempre in via accessoria e nei limiti della normativa di riferimento,
l’associazione potrà inoltre contribuire alla gestione di uno o più siti internet che perseguano le sue finalità, nonché
curare l’edizione di stampe o pubblicazioni.

Art. 5. Per il perseguimento dei propri scopi l’Associazione potrà inoltre aderire anche ad altri organismi di cui
condivide finalità e metodi, collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie.
Soci

Art. 6. Possono diventare soci dell’Associazione tutti coloro che, persone fisiche o giuridiche, intendano contribuire al raggiungimento degli scopi istituzionali dell’associazione prendendo parte attiva alla sua vita, previa presentazione di formale domanda di adesione. Gli associati, persone fisiche, devono aver compiuto il 18° anno di età. L’Associazione
esclude espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. Il mantenimento della qualifica di
socio è subordinato al pagamento della quota associativa annuale nei termini prescritti dall’assemblea.
Art. 7. La domanda di adesione va presentata al Consiglio Direttivo e deve contenere le generalità, luogo e data di
nascita, luogo di residenza e codice fiscale del richiedente, l’eventuale legale rappresentante, nonché l’impegno al
rispetto del presente statuto e delle deliberazioni degli organi sociali. Sulla domanda di adesione il Consiglio Direttivo
delibera all’unanimità entro trenta giorni dalla presentazione. Contro il provvedimento di rigetto della domanda, da
parte del Consiglio Direttivo, l’aspirante associato può fare ricorso in Assemblea entro trenta giorni.
Art. 8. Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. È
espressamente esclusa la temporaneità del rapporto associativo. Tutte le prestazioni fornite dagli associati sono
svolte a titolo gratuito.
Art. 9. I soci si dividono nelle seguenti categorie:
a) Fondatori
b) Ordinari
c) Onorari.
Soci fondatori sono coloro che hanno fondato l’Associazione sottoscrivendo l’atto costitutivo;
Soci ordinari sono coloro che, condividendo le finalità dell’Associazione, operano per il loro raggiungimento secondo
le proprie capacità personali e sottoscrivono le quote associative;
Soci onorari sono quelle persone alle quali l’Associazione deve particolare riconoscenza: vengono nominati
dall’assemblea ordinaria, su proposta del CD. I soci onorari sono esentati dal pagamento di qualsiasi contributo, pur
godendo di tutti i diritti degli altri tipi di soci.

Diritti e doveri dei soci

Art. 10. Tutti i soci hanno uguali diritti: i soci hanno il diritto di essere informati su tutte le attività ed iniziative
dell’Associazione, di partecipare con diritto di voto alle assemblee, di essere eletti alle cariche sociali e di svolgere il
lavoro comunemente concordato. Essi hanno inoltre il diritto di recedere con preavviso scritto di almeno 8 giorni
dall’appartenenza all’Associazione.
I soci hanno l’obbligo di rispettare e di far rispettare le norme dello Statuto e degli eventuali regolamenti.
Le prestazioni fornite dagli aderenti sono prevalentemente gratuite, salvo eventuali rimborsi delle spese
effettivamente sostenute e autorizzate preventivamente dal consiglio direttivo. L’Associazione, in caso di particolare
necessità, può intrattenere rapporti di lavoro retribuiti, anche ricorrendo ai propri associati, nel rispetto del comma 6
dell’Art. 10 del Decreto Legislativo N. 460 del 4 Dicembre 1997.

Art. 11. La qualità di socio si perde:
a) per decesso;
b) dietro presentazione di dimissioni scritte o per recesso volontario;
c) per morosità nel pagamento della quota associativa;
d) esclusione.
Perdono la qualità di socio per esclusione coloro che si rendono colpevoli di atti di indisciplina e/o comportamenti
scorretti ripetuti che costituiscono violazione di norme statutarie e/o regolamenti interni; oppure che senza adeguata
ragione si mettano in condizione di inattività prolungata.
La perdita di qualità dei soci nei casi a) b) e c) è deliberata dal Consiglio Direttivo, mentre in caso di esclusione la
delibera del Consiglio Direttivo deve essere ratificata da parte della prima Assemblea utile. Contro il provvedimento di esclusione il socio escluso ha 30 giorni di tempo per fare ricorso all’Assemblea.

Art. 12. Possono altresì aderire all’Associazione in qualità di sostenitori tutte le persone che, condividendone gli
ideali, danno un loro contributo economico nei termini stabiliti. I sostenitori non sono soci e non hanno diritto di
elettorato attivo e passivo, ma hanno il diritto a essere informati delle iniziative che vengono di volta in volta
intraprese dall’Associazione.

Organi sociali e cariche elettive

Art. 13. Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente.
Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite.

Assemblea dei soci

Art. 14. L’Assemblea è organo sovrano ed è composta da tutti i soci. L’Assemblea viene convocata dagli
amministratori, almeno una volta l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, per l’approvazione del
bilancio consuntivo e preventivo. L’Assemblea viene convocata, inoltre, dagli amministratori quando se ne ravvisi la
necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. L’Assemblea è presieduta dal
Presidente in carica.
Per convocare l’Assemblea, il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta, delibera il giorno e l’ora della prima
convocazione e il giorno e l’ora della seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima.
Le Assemblee, sia ordinarie sia straordinarie, sono convocate mediante invio di mail o lettera non raccomandata a
tutti i soci, anche se sospesi o esclusi in attesa di giudizio definitivo dell’Assemblea, almeno 15 giorni prima del giorno
previsto. L’avviso di convocazione deve contenere il giorno, l’ora e sede della convocazione; l’ordine del giorno con i
punti oggetto del dibattimento.

Art. 15. L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.

Art. 16. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza di almeno la metà degli associati, mentre in
seconda convocazione è valida la deliberazione presa qualunque sia il numero degli intervenuti. Le deliberazioni
dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti.

Art. 17. Nelle deliberazioni di approvazione del Bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, i consiglieri
non hanno voto. Per le votazioni si procede normalmente per alzata di mano. Per l’elezione delle cariche sociali si
procede mediante il voto a scrutinio segreto su scheda. Le deliberazioni sono immediatamente esecutive e devono
risultare insieme alla sintesi del dibattito da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario
dell’Assemblea.

Art. 18. L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
• discute e approva il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo;
• definisce il programma generale annuale di attività;
• procede alla nomina dei consiglieri e delle altre cariche elettive determinandone previamente il numero dei
componenti;
• determina l’ammontare delle quote associative e il termine ultimo per il loro versamento;
• discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento
dell’Associazione;
• delibera sulle responsabilità dei consiglieri;
• decide sulla decadenza dei soci ai sensi dell’art. 10;
• discute e decide su tutti gli argomenti posti all’Ordine del Giorno.

Art. 19. L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto; sullo scioglimento dell’Associazione e sulla
devoluzione del patrimonio. Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno due
terzi degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per lo scioglimento dell’Associazione e
devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli
associati.

Consiglio Direttivo

Art. 20. Il Consiglio Direttivo è composto da 3 a 5 membri nominati dall’Assemblea; esso dura in carica 3 esercizi e i
suoi componenti sono rieleggibili.

Art. 21. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni volta che vi sia materia su cui deliberare oppure quando
ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri. La convocazione è fatta mediante invio di mail o a mezzo
avviso affisso nella sede sociale almeno 3 giorni prima della riunione.
Le riunioni sono valide quando vi interviene la maggioranza dei componenti. Le deliberazioni sono prese a
maggioranza assoluta dei presenti. Le votazioni sono palesi tranne nei casi di nomine o comunque riguardanti le
persone.

Art. 22. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione: pone in essere ogni atto
esecutivo necessario per la realizzazione del programma di attività che non sia riservato per legge o per statuto alla
competenza dell’Assemblea dei soci.
Nello specifico:
• elegge tra i propri componenti il presidente e il vicepresidente e li revoca;
• elegge tra i propri componenti il vice presidente e lo revoca;
• attua tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
• cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea;
• predispone all’Assemblea il programma annuale di attività;
presenta annualmente all’Assemblea per l’approvazione: la relazione; il bilancio da cui devono risultare i
beni, i contributi, i lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche; nonché il bilancio preventivo per
l’anno in corso;
• conferisce procure generali e speciali;
• instaura rapporti di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;
• propone all’Assemblea i Regolamenti per il funzionamento dell’Associazione e degli organi sociali;
• riceve, accetta o respinge le domande di adesione di nuovi soci;
• ratifica e respinge i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;
• delibera in ordine all’esclusione dei soci come da art. 11.

Art. 23. In caso venga a mancare in modo irreversibile uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede alla surroga
attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti. Allorché questa fosse esaurita, indice elezioni suppletive per i
membri da sostituire.
Il Presidente

Art. 24. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione ed ha l’uso della firma sociale. Dura in carica quanto
il Consiglio Direttivo. E’ autorizzato a riscuotere pagamenti di ogni natura e a qualsiasi titolo e a rilasciarne quietanza.
Ha facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità
giudiziaria e amministrativa in qualsiasi grado e giudizio.
Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale. In caso di assenza o
impedimento le sue mansioni sono esercitate dal Vice Presidente vicario.
In casi di oggettiva necessità può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli alla ratifica del Consiglio
Direttivo. Qualora il Consiglio Direttivo, per fondati motivi, non ratifichi tali provvedimenti, degli stessi risponde
personalmente il Presidente.

Patrimonio, esercizio sociale e bilancio

Art. 25. L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 aprile di ogni anno il
Consiglio presenta per l’approvazione all’Assemblea ordinaria: la relazione morale; il bilancio, dal quale dovranno
risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti; nonché il bilancio preventivo per l’anno in corso.

Art. 26. Le entrate dell’Associazione sono costituite da:
a) quote associative;
b) contributi degli aderenti;
c) contributi di privati;
d) contributi dello Stato, di Enti o di Istituzioni pubbliche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate
attività o progetti;
e) contributi di organismi internazionali;
f) donazioni e lasciti testamentari;
g) rimborsi derivanti da convenzioni;
h) entrate derivanti da eventuali attività direttamente connesse e accessorie;
i) proventi derivanti da occasionali raccolte pubbliche di fondi.

Art. 27. Il patrimonio sociale è costituito da:
• beni immobili e mobili;
• azioni, obbligazioni ed altri titoli pubblici e privati;
• donazioni, lasciti o successioni;
• altri accantonamenti e disponibilità patrimoniali.

Art. 28. Il patrimonio sociale deve essere utilizzato, secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno per il
conseguimento delle finalità dell’Associazione: è fatto divieto assoluto di distribuire fra gli associati anche in modo
indiretto utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la
destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge,
statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali previste
dallo statuto e di quelle a esse direttamente connesse.
Le quote sociali sono intrasferibili. In caso di dimissioni, esclusione o morte di un socio, la sua quota sociale rimane di proprietà dell’Associazione.
Scioglimento dell’Associazione e devoluzione dei beni

Art. 29. Lo scioglimento dell’Associazione viene deciso dall’Assemblea che si riunisce in forma straordinaria ai sensi
dell’art. 18 del presente statuto. In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, sentito
l’organismo di controllo di cui alla legge 662/96 verrà devoluto ad altra Onlus con finalità analoghe o a fini di utilità
sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.
Art. 30. Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell’Associazione. Per quanto non vi viene espressamente previsto si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.
Saronno, 08/09/2016